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Associazione Culturale I Commedianti del Cilindro

commedia in due atti di Eduardo De Filippo

PERSONAGGI E INTERPRETI

TERESA LO GIUDICE Valentina Falcone
MICHELE MURRI, suo fratello Federico Mantova
DON GIOVANNI ALTAMURA, padrone di casa di Teresa Andrea Conti
EVELINA, sua figlia Elisabetta Evangelisa
LUIGI STRADA, inquilino di Teresa Piergiorgio Sperduti
ETTORE DE BIASE, suo amico Enrico Sperduti
OLGA, sua fidanzata Silvia Lucarelli
VINCENZO GALLUCCI, amico di famiglia Davide Marcuccilli
SAVERIA GALLUCCI, sua moglie Anna Fantozzi
CHECCHINA, cameriera di Teresa Cristina Angrisano
ATTILIO GALLUCCI, fratello di Vincenzo Lorenzo Bianchi
CROCE, medico Davide Di Poce
NICOLA, cameriere dei Gallucci Tommaso Benedetto
UN FIORAIO Valerio Cervi
UN FACCHINO Mario Bellisario

REGIA DI FEDERICO MANTOVA

 

TRAMA DELL'OPERA

 

Michele è appeni uscito dal manicomio, ma nessuno lo sa, tranne la sorella Teresa, che però non lo ha rilevato a nessuno, per non screditarlo in commercio. E' Affabile, sembra la cortesia fatta persona, ha uno spirito conciliante. L'unico suo difetto è  di prendere vera ogni cosa che viene detta, e per oro colato i desideri delle persone. Sua sorella dice che sposerevve un uomo come il suo padrone di casa, ed egli racconta alla figlia di questi, Evelina, del matrimonio tra i due. Vincenzo, un amico di famiglia, diche che col fratello farà pace solo da morto. Michele manda subito un telegramma al fratello per comunicargli la morte di Vincenzo.

L'indomani questo fratello manda prima una corona di fiori e poi si presenta lui stesso credento di venire ai funerali. Tutto finisce bene perché i due fratelli fanno la pace. non sempre, però le cose finiscono bene. Il padrone di casa di Teresa dà del pazzo a Luigi che corteggia sua figlia Evelina. Michele sente questo e subito vuole tagliare la testa a Luigi per guarirlo dalla pazzia, che secondo lui risiede nella testa. Questa eccessiva coerenza di fronte alle persone ed alle cose riporta inevitabile il povero Michele in manicomio.

 

UN PAZZO DICE SEMPRE LA VERITA'

In Ditegli sempre di sì, datata 1027, Eduardo sembra allontanarsi dal teatro farsesco di Scarpetta padere (morto due anni prima), e tratta la tematica della "pazzia", passando dai più arditi gradi di ilarità, e raggiungendo il grottesco, si avvicina efficacemnente allo stile di Luigi Pirandello. Allo scrittore siciliano corfermerà in questa sua opera che solamente un pazzo può "gritare in faccia al mondo la verità, senza indossare la maschera dell'ipocrisia".

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